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Massimo Marchetti


E-mail: info@massimomarchetti.it - Tel. 3400572125 -


Info
Nato a Rimini, vive a Ravenna. Musicista e pittore che ama uscire dagli schemi predeterminati. Si distingue per una pittura ironica e fantastica. I temi principali:
LA MUSICA, dove i soggetti sono paesaggi musicali o improbabili personaggi come strumenti che si suonano da sé.
LE PERE, il tema con cui é più conosciuto e che gli ha permesso di vincere premi come "CotignolArte" 2004 e "Il Gatto" 2005 e 2006. Qui i soggetti sono pere, spesso antropomorfe, protagoniste di un mondo fantastico: peraria.
LE BARCHE, non come classiche marine, ma barche/paesi, metafora del viaggio come senso della vita. Con queste opere ha anche realizzato un progetto multimediale dove i dipinti animati e videoproiettati, con le musiche da lui composte e suonate, accompagnano la storia fantastica scritta, recitata e cantata da Wilma Tassinari.

Massimo Marchetti nasce a Rimini nel 1957. Fin da bambino manifesta due passioni: suonare il piano e dipingere. A 18 anni la musica diverrà la sua professione e di tempo per la pittura ne resterà ben poco.
Dopo alcuni anni trascorsi suonando con alcuni gruppi come tastierista, arrangiatore e compositore, conosce la cantante Wilma Tassinari. Wilma diverrà la sua compagna di viaggio e formerà con Massimo una duratura coppia di piano-bar. Sono gli anni in cui matura come musicista (ampliando le sue conoscenze musicali  e avvicinandosi al jazz ) e come persona (diviene vegetariano, animalista e sostenitore di associazioni come Greenpeace, Amnesty international, Equivita,Emergency).
Sul finire degli anni '90, dopo alcune esperienze con gruppi jazz, si risveglia la passione per la pittura e dopo alcuni anni di studi e ricerca partecipa quasi per gioco al  concorso d'arte COTIGNOLARTE 2004 classificandosi primo. Negli anni successivi vince altri concorsi e comincia ad allestire le prime esposizioni, prima in Italia e poi all'estero.
Nel 2008, sempre alla ricerca di nuove forme espressive scopre il cinema d'animazione. In collaborazione con Claudio Tedaldi  elabora i suoi quadri a olio in un filmato animato che completa un progetto multimediale con le proprie musiche e i testi e la voce di Tassinari Wilma: IL VIAGGIO.

 

InfoMOSTRE:

La fine di un era - Il postmodernismo

Fratelli e sorelle d'Italia
Strade parallele - MASO SPILZI Biennale delle chiese laiche.. Magazzino del sale
Sala XC Pacifici
Galleria comunale L.da Vinci
Festival delle arti  - Magazzino del sale
Bistrot LEBOWSKI
Galerie de l'Europe
Magazzino del sale
Caffè letterario ASSENZIO
Magazzino del sale
Grand Hotel
VERNICE ART FAIR Fiera
Magazzino del sale
VERNICE ART FAIR Fiera
Locanda PENTAGONO
Galleria S.ANNA
Centro culturale IL BASTIMENTO
ART STUDIO











 

 

 

 

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Il viaggioAl caffè letterario l'Assenzio - Il viaggio come percorso di vita nell'esposizione dell'artista e musicista Massimo Marchetti

Quanti significati può contenere in sé l'esperienza del viaggio?
Sicuramente molti, anche se la prima cosa a cui si pensa è la possibilità di raggiungere luoghi lontani e sconosciuti, e meno frequentemente si considera il viaggio come un introspettivo cammino interiore. E' questa invece la visione di Massimo Marchetti, artista riminese, a cui l'Assenzio, il caffè letterario, ha dedicato la personale di pittura dal titolo il viaggio.
Massimo Marchetti "è un artista tout court, musicista e pittore, che ama uscire dagli schemi predeterminati, distinguendosi per una pittura ironica e fantastica. I suoi lavori potrebbero trovare spazio anche nei libri d'illustrazione per bambini" afferma Alessandro Giovannardi, curatore della mostra " proprio per la visione onirica e poetica che esprimono". L’artista vuole trasmettere in questa nuova istallazione, attraverso le sue opere, dipinti a olio su tavola, l'idea di viaggio inteso come percorso della vita, dove immagini, parole e musica trovano un nuovo luogo d'incontro.
I soggetti sono spesso "barche/paesi" in viaggio, ognuna con il proprio carattere: chi pigra e indolente alla fonda, chi gaudente lungo rotte consuete, altre ancora che cercano e trovano nuovi percorsi a costo di trasformarsi in una sorta di mezzo anfibio, e che riescono in questo modo a conquistare un orizzonte più ampio e un punto di vista meno ripiegato su se stesso.

Lina Colasanto, La Voce di Romagna, 6 maggio 2008

 

Peraria...alla galleria di S.Anna

...La pera ...diventa elemento fondante di tutte le forme, poiché per l'artista esso rappresenta l'imperfezione, la stessa che rende vario il mondo e che dunque è intesa come valore positivo, per il fatto di permettere la creazione di forme insolite, ammorbidite dalle curve sinuose del frutto.
La dolcezza di tali curve permette alla fantasia di Marchettì di creare paesaggi collinari da fiaba o scene rappresentanti episodi che divertono per le soluzioni compositìve proposte.

Serena Vernia, La voce, 09/11/2005

 

PerariaL'ironica imperfezione delle pere "Metafora di un mondo che deve essere accettato per quello che è"

Massimo Marchetti, artista in grado di esprimere un talento e un’ottima padronanza tecnica, dimostrata in un’attenta ricerca di delicati equilibri cromatici e in un lavoro certosino di armonia strutturale, frutto questo della sua formazione come musicista. Tema dominante le pere, non come soggetto di una serie di nature morte, bensì quali protagoniste spesso antropomorfe di un mondo quasi “boteriano” creato da Marchetti come simbolo di ironica imperfezione.
La pera è la metafora di un mondo che deve essere accettato per quello che è, ossia imperfetto. “Io non cerco un mondo che non c’è, ma la parte migliore di quello che c’è.” Ecco allora che il frutto viene calato morbido e sornione nelle situazioni più disparate, vagante sulle colline (Per-lustrazione), in cielo (Mongol-pere) gaudente ( Per-bacco, Per-la festa ), interrogativo (Per-chè?), sempre avvolto da una grazia che ne esalta paradossalmente le forme e da un’aura di estrema pacatezza, resa tramite l’utilizzo di una gamma vastissima di sfumature di colori caldi e brillanti e di tratti curvi.
Alcuni omaggi ai grandi maestri, come la sorprendente riproduzione de La ragazza dall’orecchino di perla di Veermer (che qui diventa dall’orecchino di pera) o un’enorme e immobile pera “a la Magritte” sono le uniche concessioni di Marchetti al deja-vu, dimostrando invece il pittore un’evidente determinazione a uscire dagli schemi predeterminati. Esemplificative, a questo proposito, le opere dedicate alla musica, decisamente più figurative e pregne di un dinamismo più spiccato.

Alessandro Fogli, Corriere di Romagna, 24/02/05